9:17 AM

La Fleur du Cap

Posted by Nancy ® 12.6.06

Passeggiare lungo la promenade Maurice Rouvier è una delle abitudini più piacevoli che mi regalo ogni volta che vado a Nizza. Tra Beaulieu e St Jean Cap Ferrat, con il mare a destra e i muri di cinta delle ville a sinistra, una stradina pedonale immersa nel verde e nella tranquillità, un’oasi di pace, il posto ideale dove riflettere e ritrovarsi.
Inizio a camminare dalla spiaggia del Casinò, seguo le biciclette e le signore con il cane, mi sporgo dal parapetto e guardo il mare, respiro l’aria e chiudo gli occhi.
Li riapro appena in tempo per scorgere da lontano un puntino rosa, continuo a camminare e l’immagine diventa sempre più definita, mi manca il fiato, mi fa sempre questo effetto, sospiro e mi siedo su una panchina senza forze, la ammiro.
Lo faccio da anni, la guardo e sogno ad occhi aperti, mi sembra di vedere attraverso i vetri figure di uomini e donne in abito lungo ballare al tramonto, si sente la musica in sottofondo e una risata femminile e dolce, qualcuno esce in terrazza e guarda il panorama, lo stesso che sto guardando anch’io adesso.
Una ragazza che fa jogging mi passa accanto e io ritorno alla realtà, sorrido e riprendo a camminare, mi avvicino e mi fermo nella piazzetta. David Niven c’è scritto sulla targa, guardo la porta bianca e sento l’atmosfera degli anni ’70, delle feste da ballo, dell’aristocrazia monegasca, che aleggia nell’aria.
Mi ricordo della storia della casa che qualche anno prima una signora anziana, nostalgica di quei tempi, mi aveva raccontato, di come questa villa sia stata un rifugio tranquillo per Charlie Chaplin prima e per la famiglia Niven poi, di come la Principessa Grace Kelly, venisse a trovare i suoi amici e si circondasse qui di quell’atmosfera americana che tanto le mancava.
Seguo il profilo del piccolo attracco privato, sospiro e continuo a camminare, arrivo fino al promontorio e mi giro indietro, la villa è sparita dentro il verde del parco privato, chiudo gli occhi e i suoni e i profumi di quel mondo fatato sono ancora lì, nei miei sogni. Continuo a camminare.

11 comments:

Mauro ha detto...

Complimenti per l'ottima descrizione, dopo averla letta, chiudendo gli occhi, ho quasi potuto rivivere le tue emozioni.
Grazie! Bel post.

Nancy ha detto...

Grazie..è sempre così difficile riuscire a descrivere delle sensazioni così personali!!

Superqueen ha detto...

Atmosfera magica!

Nancy ha detto...

Ai tempi di Grace deve esserlo stata sicuramente!!

Barbara ha detto...

Abitando mia nonna a Bordighera le gite in Costa Azzurra sono sempre state all'ordine del giorno, che dire? Anche appena passato il confine si respira un'aria diversa e le cose cambiano ( e per cose intendo la pulizia delle strade, le aiuole, etc etc )

Gran bel post!

Nancy ha detto...

Passato il confine (diciamo anche superato Mentone) sembra tutto un altro mondo!!

Barbara ha detto...

Concordo al 100% Mentone la conosco benissimo infatti spesso ci si andava anche solo per far benzina (quando conveniva) o comprare delle creme in farmacia ( su alcuni medicinali soprattutto omeopatici la differenza di prezzo è tantissima!)

Nancy ha detto...

L'ho notato anch'io!!
Per alcune cose è veramente conveniente!!

Sir Albert ha detto...

Commento con colpevole ritardo questo bellissimo post, e mi aggiungo ai complimenti che ti hanno fatto gli altri... sei davvero brava!!!

PS: Quest'estate passerò con la mia metà una settimana di mare alle Cinque Terre... chissà se riusciremo a fare una scappata sulla Costa Azzurra!

Nancy ha detto...

La zona delle Cinque Terre è romanticissima..però cercate di fare un salto in Costa Azzurra..ne vale veramente la pena!!

Even ha detto...

Ho una casa a Beaulieu, un piccolo nest dove trascorrere giorni sereni. Dal mio terrazzo vedo "la fleur du Cap" e spesso mi trovo a camminare sulla promenade Rouvier, passandovi accanto.
L'altra sera tornavo da st. Jean, era l'imbrunire ed il cielo si specchiava sul mare azzurro tingendolo di rosa. La villa era immersa in questa luce straordinaria e la lenta cadenza delle onde era l'unico suono che giungeva, quasi, da un tempo remoto. Tornando a casa cercavo di dare materia alle immagini della mente. Se è pur vero che costruire è sempre in ancestrale atto di violenza nei confronti della natura che l'uomo compie per darsi un riparo, è così che l'architettura dovrebbe conciliarsi pienamente con la natura stessa, con la vita, con le persone che riescono ancora a godere della gioia della bellezza.
Don't even ask!

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